Cos’è la RRE e perché può bloccare la vendita della tua casa
Tra tutti i documenti necessari per vendere casa, la Relazione di Regolarità Edilizia — RRE — è quella che più spesso rallenta o blocca una compravendita.
Non perché sia difficile da capire, ma perché viene richiesta tardi. Molti proprietari la scoprono solo quando c’è già un acquirente in attesa — e a quel punto qualsiasi problema che emerge diventa urgente, costoso e rischioso.
Questa guida spiega cos’è, come funziona il processo, quanto può costare e perché ha senso occuparsene prima, non dopo.
Cos’è la RRE
La Relazione di Regolarità Edilizia è un documento redatto da un tecnico abilitato — geometra, architetto o ingegnere — che attesta la conformità urbanistica ed edilizia dell’immobile.
In pratica certifica che quello che esiste fisicamente corrisponde a quello che era stato autorizzato: le stesse dimensioni, la stessa disposizione interna, le stesse aperture. Ogni modifica apportata nel tempo deve essere stata regolarmente comunicata e approvata. Se non lo è stata, risulta una difformità.
Come funziona il processo
Il primo passo è incaricare un tecnico. Lo può scegliere direttamente il proprietario, se conosce qualcuno di fiducia. In alternativa, possiamo occuparcene noi: lavoriamo con tecnici del territorio che conoscono bene le procedure locali.
Il tecnico accede agli atti depositati in Comune — i titoli edilizi originali, le eventuali varianti, le concessioni — e li confronta con lo stato attuale dell’immobile. Se tutto corrisponde, redige la relazione e il processo si chiude. Se emergono difformità, spiega al proprietario cosa c’è da regolarizzare e prepara un nuovo preventivo per la sanatoria.
Il proprietario decide se procedere. Se accetta, il tecnico avvia la pratica di regolarizzazione.
Quanto costa
Il costo dipende dalla complessità dell’immobile e da quello che emerge dall’indagine. Indicativamente, per APE e RRE insieme — se non ci sono difformità — un tecnico chiede intorno ai 500 euro. È una stima di massima: ogni caso è diverso.
Se invece emergono difformità da sanare, il tecnico fa un preventivo separato per la pratica di regolarizzazione. Il costo varia molto a seconda della gravità e del tipo di intervento necessario.
Il costo della RRE è sempre a carico del proprietario.
Quanto tempo ci vuole
I tempi sono la parte più difficile da prevedere. Nel caso migliore — documentazione già disponibile online, nessuna difformità — si può chiudere in una settimana. Nei casi più complessi, con difformità da sanare e pratiche da presentare in Comune, si può arrivare a quasi un anno.
Il Comune di Sanremo, come molti uffici tecnici comunali, non è noto per la velocità di risposta. I tecnici con cui lavoriamo lo sanno e lo mettono in conto fin dall’inizio.
Questo è il motivo principale per cui la RRE va avviata prima di mettere l’immobile in vendita, non dopo aver trovato l’acquirente. Se c’è un problema, meglio scoprirlo con calma — non con una trattativa aperta e un acquirente che aspetta.
Le difformità più comuni
Le difformità che emergono più spesso non sono grandi abusi edilizi. Sono modifiche minori: una parete interna spostata, una finestra o una porta non perfettamente allineata con il progetto originale, un locale con destinazione d’uso cambiata nel tempo.
La cosa che sorprende molti proprietari è che spesso queste difformità non le hanno create loro. Le ha create chi abitava la casa prima, o addirittura il costruttore stesso — che durante i lavori ha modificato qualcosa rispetto al progetto approvato senza presentare la relativa variante. Il proprietario attuale si ritrova a dover regolarizzare situazioni di cui non sapeva nulla.
Non è una situazione eccezionale. È più comune di quanto si pensi, soprattutto negli immobili costruiti tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta.
Perché vale la pena farlo subito
Avviare la RRE prima di mettere in vendita ha un vantaggio concreto: permette di conoscere esattamente lo stato dell’immobile prima che entri in trattativa.
Se non ci sono difformità, si vende con più sicurezza e si può dire all’acquirente che la documentazione è in ordine. Se ci sono difformità sanabili, si ha il tempo di risolverle senza fretta. Se ci sono problemi più seri, meglio saperlo prima — per valutare come affrontarli, non per scoprirli nel momento peggiore.
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